A partire dall’estate del 2007, al fine di approfondire la comprensione delle evidenze rinvenute in superficie o visibili in fotografia aerea, lo studio dei paesaggi archeologici della valle del Carapelle si è potuto avvalere anche dei risultati prodotti dalla realizzazione di prospezioni magnetometriche ad alta risoluzione.
Le indagini, condotte utilizzando il gradiometro fluxgate FM256 della Geoscan Research, hanno sinora riguardato tre siti di notevole interesse, già individuati durante le ricognizioni aeree effettuate nel comprensorio in esame e puntualmente verificati sul campo.
In tutti i casi, la strategia adottata ha previsto la realizzazione di griglie di quadrati di 20x20 m di lato, predisposte sul campo con un’inclinazione di circa 40° rispetto all’orientamento prevalente delle anomalie aerofotografiche leggibili; all’interno di ogni quadrato le acquisizioni sono state eseguite ogni 50 cm lungo profili interdistanti 1 m, procedendo in direzione N.

  • Località Sedia d’Orlando (Ascoli Satriano) – campagna 2007.001
  • Località Scodella (Ascoli Satriano) – campagna 2010.002
  • Località Fontana di Rano (Ascoli Satriano) – campagna 2010.003
Località Sedia d’Orlando (Ascoli Satriano) – campagna 2007.
Sito individuato nel corso delle ricognizioni sistematiche effettuate nel 2006 in località Sedia d’Orlando, a circa km 1,8 a N della villa di Faragola e a pochi metri di distanza dall’attuale corso del Carapelle. L’evidenza di superficie era costituita da un’ampia area di circa 2 ettari con elevata concentrazione di materiale da costruzione, frammenti ceramici riferibili a produzioni databili tra la prima/media età imperiale e la tarda antichità, e soprattutto frammenti di concotto e scarti di fornace, in prevalenza laterizi, omogeneamente distribuiti su tutta la superficie indagata.
L’analisi delle fotografie aeree oblique disponibili per l’area indagata, in particolare quelle scattate nel 2005 in condizioni ottimali di visibilità, ha consentito di individuare con sufficiente chiarezza le tracce riferibili ad un nucleo insediativo di singolare complessità, costituito da tre corpi di fabbrica disposti (A, B, C), a pochi metri di distanza l’uno dall’altro, tra il tracciato della strada poderale che permette l’accesso ai campi e l’ampia depressione che precede il letto del Carapelle, evidente relitto di un più antico alveo.
Nel 2007 il sito di Sedia d’Orlando è stato sottoposto ad indagini geofisiche estensive, effettuate in collaborazione con Helmut Becker: le prospezioni geomagnetiche hanno consentito di accrescere quantitativamente e qualitativamente le informazioni acquisite in merito all’articolazione dell’insediamento. Dal punto di vista quantitativo, alla puntuale conferma della presenza e delle caratteristiche planimetriche delle strutture rilevate come tracce aerofotografiche, si è accompagnata infatti l’individuazione di un quarto corpo di fabbrica (D) localizzato ad E della strada poderale, all’interno di un campo coperto da un fitto uliveto. Dal punto di vista qualitativo, i dati forniti dalle prospezioni geomagnetiche registrano anomalie riconducibili a fornaci localizzate all’interno di alcuni ambienti dell’ala meridionale dell’edificio B mentre in corrispondenza del settore settentrionale dell’edificio C anomalie puntiformi di colore scuro potrebbero indicare la presenza di grandi contenitori o dolia interrati.
Località Scodella (Ascoli Satriano) – campagna 2010.
Sito individuato durante le prospezioni aeree effettuante nella valle in località Sedia d’Orlando-Valle Scodella, a circa 6,5 km a NE di Ascoli Satriano ed a circa 600 m a E del corso del Carapelle.
Le anomalie aerofotografiche definivano, in parte, la planimetria di un complesso architettonico di significativa estensione, verosimilmente interpretabile come villa, e aree necropolari non distanti dal mausoleo noto e localizzato a circa 650 m più a S. Tale complesso risulta essere costituito da più corpi di fabbrica ravvicinati, prevalentemente orientati in senso SO-NE: si distingue un edificio di ampie dimensioni, forse afferente alla pars residenziale, alcuni settori del quale sono stati meglio definiti dalle prospezioni geomagnetiche condotte nell’ottobre 2010.
La ricognizione di superficie, realizzata nel settembre 2010, ha consentito di inquadrare cronologicamente il sito, la cui area di concentrazione di reperti (oltre 3 ha) ha restituito materiale ceramico databile tra la prima età imperiale e l’età tardoantica.
Località Fontana di Rano (Ascoli Satriano) – campagna 2010.
Sito individuato durante le prospezioni aeree effettuante nella valle in località Fontana di Rano, a circa 4 km a NE di Ascoli Satriano ed a circa 3,5 km a E del corso del Carapelle.
Sulla base dello studio delle tracce visibili nelle aerofotografie, è stato possibile riconoscere almeno due corpi di fabbrica da riferire forse ad un vicus che, probabilmente, conobbe la sua fase di massima estensione nel corso della media e tarda età imperiale. L’insediamento, esteso su una superficie complessiva di circa 12 ha, come si desume dalle ricognizioni di superficie effettuate, è stato inoltre oggetto di analitiche indagini infra-sito nel corso del mese di novembre 2010 (raccolta per quadrati del materiale di superficie e prospezioni geomagnetiche): le analisi geofisiche, in particolare, hanno rilevato la presenza sia di ambienti e di strutture allineate al margini di un possibile asse stradale orientato in senso SO-NE, sia di anomalie riconducibili verosimilmente ad impianti artigianali metallurgici e, forse, a fornaci per prodotti ceramici o laterizi.