Gli ipogei urbani della città di Foggia
coordinamento: Giuliano Volpe
responsabile: Alessandra De Stefano
Nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro Difesa del Suolo – Delibera CIPE 20/2004. Studio di fattibilità per il monitoraggio e la messa in sicurezza delle aree urbane a rischio di stabilità statica e vulnerabilità strutturale nella città di Foggia – Convenzione Autorità di Bacino della Puglia- Comune di Foggia e Provincia di Foggia n. 0004819 del 20.05.2008 è stata effettuata una prima indagine preliminare sugli ipogei urbani della città di Foggia, con l’obiettivo principale di recuperare l’identità culturale del centro storico della città, mediante la sua rivalutazione storica. L’indagine storico-archeologica sugli ipogei di Foggia, tuttora in corso, si è articolata in diverse fasi: a partire dalla raccolta e riesame delle notizie e delle segnalazioni note in bibliografia, si è proceduto al censimento e, dove possibile, al sopralluogo nelle cavità ipogee segnalate dai tecnici rilevatori del progetto o da fonti private. In taluni casi, è stato possibile effettuare una descrizione preliminare degli ambienti e dei materiali costruttivi impiegati e di recuperare planimetrie già esistenti delle cavità. Ha fatto, poi, seguito la redazione di carte tematiche, elaborate dal dott. Davide Surgo, nelle quali sono indicati gli ipogei attualmente ‘ristrutturati’ ed in uso, a fini commerciali o residenziali, che hanno perso le loro fattezze originarie e gli ipogei che, rimasti pressoché inalterati, conservano, tuttora, un presunto valore storico-artistico e si prestano ad eventuali indagini archeologiche.
Nel centro storico, soprattutto nella porzione circoscritta da via Arpi, via Le Maestre e nell’area circostante la Cattedrale e la Chiesa di S. Maria della Misericordia, si riscontra una fitta presenza di cavità, lungamente sfruttate nel corso dei secoli, con funzioni ed attività diversificate nel corso del tempo, anche nell’ambito di uno stesso ipogeo. Uno studio sistematico di ciascuna evidenza, attraverso lo scavo archeologico, dove possibile, il rilievo topografico e 3Dlaser scanner, un’analisi adeguata e ragionata delle fonti storiche e d’archivio, infine, la redazione di un atlante tipologico delle murature, può permettere la datazione e l’individuazione di una o più funzioni di ciascuna cavità e di ricostruire l’organizzazione del tessuto urbano a partire dalle prime forme di occupazione in età medievale fino ai giorni nostri.
Ai fini della datazione, è opportuno rilevare che riferimenti, seppur sporadici, alla presenza di ambienti sotterranei escavati sono ravvisabili sia nelle fonti di età medievale sia moderna.
Nel Quadernus excadenciarum, uno dei pochi documenti superstiti dell’intera cancelleria sveva, redatto non prima del 1248-1249, si fa riferimento ad una non meglio specificata domum unam cripta, cioè ad una casa con cripta.

Fra gli ipogei inediti sinora rilevati, degni di nota appaiono, ai fini della ricostruzione storica e della valorizzazione, in particolare: quello individuato in Via Fuiani al di sotto dell’ex laboratorio di Archeologia, già sede dell’ospedale; l’ipogeo posto in Via Arpi, al di sotto del Museo del Territorio; l’evidenza posta nell’area antistante la cattedrale di Foggia, infine, quello, inesplorato, che si sviluppa al di sotto della chiesa dei Morti.
I SITI INDAGATI

Vedi anche:
http://www.foggiasotterranea.it/







