Roma- Castel di Guido – loc. Olivella
Il complesso archeologico di Olivella, localizzato all’interno della tenuta agricola di Castel di Guido, lungo la via Aurelia, è da mettere in relazione con l’antico insediamento di Lorium, noto dagli Itinerari come prima stazione sull’antica via Aurelia, al XII miglio da Roma.
Il sito è ricordato dalle fonti come sede del palazzo imperiale degli Antonimi, in particolare ad Antonino Pio.
I numerosi e preziosi ritrovamenti segnalati da scavi (tra cui statue, capitelli, iscrizioni) condotti a partire dalla fine del ‘700 (qui in parte riposizionati) consentono di confermare l’ipotesi che nel settore tra il casale di Castel di Guido e la Tenuta della Bottaccia fosse localizzato un praetorium e il palazzo imperiale.
Le ripetute segnalazioni anche da parte della Guardia di Finanza di scavi clandestini e numerose segnalazioni di presenze archeologiche hanno spinto la Soprintendenza ad un intervento di scavo in località Olivella.
L’area è oggetto da alcuni anni (campagne 2007-2009) di un vasto progetto condotto in collaborazione tra la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma (responsabile Dott.ssa Rossi), l’Università di Roma 1 Sapienza (Cattedra di Topografia Antica, Scuola di Specializzazione in Archeologia Prof. Sommella), l’Università di Foggia (Cattedra di Topografia Antica, Prof.ssa M.L. Marchi).
Il complesso finora evidenziato è costituito da una serie di ambienti pertinenti un edificio termale si sono finora messi in luce alcuni ambienti riscaldati (calidaria e tepidaria) con relativi praefurnia, il frigidarium con pavimento musivo.
Di particolare interesse e pregio la presenza di abbondanti quantità di marmi e paste vitree che fanno presupporre rivestimenti pregiati in opus sectile.
L'impianto termale è localizzato a fondovalle, è possibile che si tratti di un corpo di fabbrica separato connesso ad una vicina fonte o corso d’acqua, la parte residenziale del complesso si localizza ad Ovest sempre nella valle, come sembrano confermare anche i materiali ceramici e da costruzione e le strutture individuate, attraverso alcuni saggi effettuati a cororna intorno all’area di scavo principale, nell’arco di alcune decine di metri
I dati forniti dal rinvenimento di diversi bolli laterizi sembrano confermare l’orizzonte di II-III d.C., testimoniato anche dagli apparati decorativi rinvenuti: in uno compare Stertinia Bassula figlia di Stertinius Noricus consul suffectus nel 113 d.C. e proprietaria di praedia suburbani; mentre in due bolli è menzionato un personaggio legato all’imperatore Antonino Pio, Marcus Pontius Sabinus, dominus figlinarum, consoul suffectus nel 153 e poi amministratore nella Misia superiore nel 159-160; infine un bollo di Faustina.
I materiali e, soprattutto, gli apparati decorativi marmorei e vitrei e i pavimenti musivi, testimoniano un complesso di notevoli dimensioni e ricchezza, con un momento di particolare sviluppo inquadrabile tra la metà del II e il III secolo d.C.
L’ambito cronologico e la presenza di paste vitree relative a rivestimenti parietali o poavimentali che sembrano avere uno stringente confronto con quelle provenienti dalla villa di Lucio Vero all’Acqua Traversa, permettono di ricollegare il complesso con il palazzo imperiale degli Antonini nel comprensorio di Lorium.
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