Il sito medievale abbandonato di Montecorvino

Il progetto e i risultati delle campagne 2006-2009

Nel 2006 e nel 2007 il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Foggia ha avviato una campagna di diagnostica che si è avvalsa di fotografie aeree, prospezioni geomagnetiche in aree campione, raccolta di materiali di superficie, rilievo e analisi archeologica delle architetture a vista che, oltre a confermare le notevoli potenzialità informative dell’insediamento, ha consentito di formulare le prime ipotesi sull’organizzazione dell’abitato e sulle principali fasi costruttive dei due monumenti.
Nel 2008 e nel 2009 si sono svolte le prime campagne di scavo che hanno interessato i due principali poli insediativi individuati dalle strutture ancora emergenti: il nucleo castrale gravitante intorno alla torre e il complesso religioso imperniato sulla cattedrale.
I risultati delle ricerche svolte nell’area signorile hanno dimostrato che la zona fu occupata forse già precedentemente alla costruzione dell’edificio turrito e del recinto di cui faceva parte, risalenti a tarda età normanna-primosveva, e che successivamente altre strutture furono realizzate a rinforzo di questo nucleo fortificato; l’area sembrerebbe essere stata occupata fino ad età tardo medievale quando un impianto per lavorazioni connesse all’edilizia fu installato nel settore settentrionale del pianoro.

Gli scavi condotti invece nell’area della cattedrale hanno consentito non soltanto di riportare alla luce l’intera planimetria della chiesa (impianto trinave, triabsidato, con accesso principale inquadrato tra due torri), evocatrice di modelli icnografici di ascendenza normanna, ma anche di cogliere, attraverso l’analisi delle murature, due fasi costruttive distinte che permettono di ravvisare nella porzione più prossima alle absidi il primo nucleo costruttivo, successivamente prolungato; la chiesa fu anche luogo di sepoltura come dimostrano le tre tombe rinvenute lungo il muro settentrionale, una delle quali polisoma. L’indagine delle stratigrafie della torre nord ha inoltre rivelato che il vano sottostante al piano di frequentazione dell’edificio fu utilizzato come discarica di materiale (intonaci dipinti, suppellettili liturgiche) proveniente dalla distruzione di alcune parti della chiesa, oltre che di possibili residui di attività di cottura e consumo di alimenti (strati di cenere, ossa animali). Sul fianco meridionale dell’edificio religioso, accanto alla cappella absidata, le indagini del 2009 hanno riportato alla luce alcuni allineamenti murari che individuano una serie di ambienti annessi alla basilica e verosimilmente collegati ad essa.
Il progetto si propone in futuro di proseguire le ricerche nelle aree già parzialmente indagate al fine di delineare meglio le caratteristiche complessive dell’area castrale (definire la natura della collina su cui si erge la torre, il contesto architettonico di riferimento, il carattere dello stanziamento castrense, i tempi e i modi della sua formazione, delle sue modificazioni e del suo declino, sino all’abbandono) e del polo ecclesiastico (configurazione del primo impianto e sue trasformazioni, modalità e scansione temporale del suo utilizzo funerario, rapporti con gli edifici adiacenti, organizzazione e utilizzo degli spazi esterni, relazioni con l’abitato), ma anche di splorare l’insediamento, una volta risolti i problemi relativi alla proprietà dei suoli, nei suoi settori abitativi e funzionali.


Direzione scavi: Pasquale Favia, Roberta Giuliani

Coordinamento attività sul campo: Nunzia Maria Mangialardi, Marco Maruotti, Feliciano Stoico

GALLERIA DI IMMAGINI